SCOPRENDO FAVIGNANA, LA FARFALLA SUL MARE

1aprile, 2026mercoledì
2aprile, 2026giovedì
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SCOPRENDO FAVIGNANA, LA FARFALLA SUL MARE

Favignana, la grande farfalla sul mare

L’Hotel Aegusa si trova nel cuore del paese di Favignana, in una posizione ideale per visitare la regina dell’arcipelago delle Egadi, scoprire le spiagge e le calette più belle, percorrere itinerari naturalistici e paesaggistici a piedi o in bicicletta

L’arcipelago delle Egadi, situato a 15 miglia a ovest dalle coste della Sicilia, comprende le isole di Favignana, Levanzo e Marettimo e gli isolotti Maraone e Formica. Favignana, la più famosa e la più visitata, splendido mix di baie color smeraldo, case bianche con porte blu, coste rocciose, cave dismesse e grotte nascoste. L’Hotel Aegusa si trova in una posizione strategica, in pieno centro storico. A seguire raccontiamo Favignana “in breve”, condividendo con gli utenti del sito alcuni dei punti di maggiore interesse dell’isola.

Tour del paese e del centro storico

Il tour del paese e del centro storico di Favignana può iniziare dal suo cuore più antico, il rione S'Anna. Un dedalo di vicoletti e casette, costruite secondo canoni e criteri che garantissero alle donne un certo tipo di "confort" e favorissero la vita di comunità. Cortili ideali per aspettare gli uomini al rientro dal mare o dalle cave o dalla campagna. Scale ripide, ceramiche decorative, volte con "tufo" a vista. E sul retro di ciascuna casa anche un piccolo giardino ipogeo, dove ciascuno poteva coltivare il proprio orto.

Seconda tappa la chiesa Matrice (o Madrice), che domina la piazza pricnipale del paese. Edificata nel 1759 su progetto dell'Architetto Don Luciano Gambina, a spese di Don Giovanni Luca Marchese di Pallavicino e Signore delle Isole Egadi. La facciata presenta un portale ligneo in stile barocco ed una finestra architravata arricchita da una vetrata decorata raffigurante la stessa immagine dell’Immacolata presente sull'Altare maggiore. Un campanile a vela con tre campane svetta in alto e completa la facciata. La chiesa ha la forma di una croce latina con navata unica lunga 33 metri (esattamente come i chilometri di costa dell'isola) e larga 18, con transetto e cupola di 26 metri. Spiccano all’interno di essa un Crocifisso ligneo di Scuola Trapanese risalente al XVIII secolo e sull’altare maggiore una statua marmorea dell’Immacolata Concezione di Scuola Spagnola probabilmente di fine 600.

Terza tappa al Palazzo Florio, splendido esempio di stile Neogotico e Liberty. Costruito nel 1878 su progetto di uno dei più famosi architetti dell’epoca, Damiani Almeyda. Pur presentandosi esternamente come un palazzo signorile ed aristocratico, all’interno lo stile serioso del neogotico è reso più leggero e allo stesso tempo elegante dagli arredi in stile liberty e da splendidi ferri battuti, opera della fonderia Oreta dei Florio. Oltre ad essere stato la residenza della famiglia Florio, il Palazzo ospitava spesso personaggi illustri invitati a Favignana durante il periodo della "mattanza". Tuttavia i Florio lo avevano eletto anche a rifugio dallo stress e dai dispiaceri della vita. Proprio qui Donna Franca trascorse un lungo periodo dopo la morte della figlia Giovanna. Una visita al Palazzo Florio, da poco restaurato, è certamente un’esperienza da non perdere per respirare aria di storia e di arte che regalano emozioni uniche. Il palazzo oggi è sede della biblioteca comunale e dell’info point turistico ed ospita anche un piccolo “Antiquarium” e una collezione di conchiglie.

Last but not least lo Stabilimento Florio, la Tonnara di Favignana. Il più importante Stabilimento industriale per la lavorazione del tonno del mediterraneo, costruito nella seconda metà dell’800 per volere del senatore Ignazio Florio (1838-91). Il primo nucleo dello stabilimento, il magazzino chiamato il “Torino”, fu costruito sul versante opposto, dell’attuale arco portuale, sul quale sorgevano i vecchi locali adibiti a magazzini (la camparia), per iniziativa del genovese Giulio Drago. Dopo l’arrivo di Ignazio Florio, nuovo proprietario delle isole, al nucleo originale si aggiungeranno i grandi magazzini, la sale di confezionamento del pescato e le strutture per gli addetti, oltre alla area, denominata camposanto, destinata all’ essiccazione delle teste dei tonni utilizzate per ricavarne olio per uso industriale.

Con la costruzione dello Stabilimento, il rinnovato impulso dato alla pesca e alla commercializzazione del pregiato prodotto, sui principali mercati nazionali e stranieri, fu ampiamente ripagato dal successo, in termini di immagine e di profitto. Una storia particolarmente lunga e affascinante, che va conosciuta in prima persona attraverso la visita dello stabilimento, oggi sede di un bellissimo museo.

Da una spiaggia all'altra

L’isola di Favignana, tra tutte le Egadi, è quella dove l'accesso al mare è più semplice. Un susseguirsi di calette, baie, spiagge sabbiose o di ciottoli e scogli dalle forme più svariate. Tra le spiagge sabbiose, le più grandi sono sicuramente Cala Azzurra, famosissima per le sue splendide acque cristalline e Lido Burrone, una delle poche spiagge attrezzate. A pochi minuti dall’Hotel delle Cave segnaliamo Scalo cavallo e Cala Rossa. Lo Scalo Cavallo è un suggestivo terrazzamento situato sopra una scogliera a picco sul mare protetto da una parete di roccia. Struggente e romantico anche col mare agitato e frequentato da decine di gabbiani, il sito è inoltre arricchito da una stupenda cava, imponente cattedrale di roccia. Cala Rossa prende il nome dal colore rosso dei minerali presenti, in particolare il ferro (anche se la leggenda fa riferimento al sangue dei morti in mare durante una delle battaglie navali delle guerre puniche). Il mare di Cala Rossa è cristallino e gli scogli piatti sono l'ideale per prendere il sole.

La calcarenite (il tufo), le cave e i giardini ipogei

Favignana, per secoli, è stata "scavata" dall'uomo per estrarre pietra. In particolare calcarenite (pietra porosa, volgarmente chiamata tufo). I "tufi" di Favignana, estratti sull'isola, caricati in apposite barche tipiche trapanesi chiamate "schifazzi", trasportati a vela al porto di Trapani e a Marsala, venivano impiegati in tutta la Sicilia e anche oltre.

La calcarenite è infatti un materiale pregiato, sia per la compattezza e grana fine, sia per il color bianco dovuto ad una particolare concentrazione di calcio. L’attività estrattiva è stata particolarmente intensa e distribuita. Praticamente tutta l'isola è stata interessata, nell'entroterra e lungo la costa. Il territorio è stato così modellato, anche sotto terra (dove sono presenti tunnel e percorsi sotterranei). Negli anni l'attività estrattiva è andata scemando. Le cave dismesse a Favignana sono da sempre state utilizzate dagli isolani in modo creativo. In particolare negli ultimi decenni. Ci sono cave dismesse trasformate in orti, in giardini, in agrumeti.

Basta fare una passeggiata sull'isola per notare ai bordi delle strade cave di dimensioni e forme diverse, dove crescono piante rigogliose. Grazie alla protezione del vento e con il contributo del sole e del clima egadino, gli isolani sono riusciti a sfruttare un habitat del tutto particolare, con condizioni favorevoli (caldo d’inverno e fresco d’estate). In questi luoghi, che hanno preso il nome di “giardini ipogei”, è possibile ammirare imponenti alberi da frutto come il fico, il mandorlo, il pero, l’arancio e il fico d’india.

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